2° simposio internazionale : il volo ipersonico

pubblicato in: eventi anno 2016 | 0
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L’aeronautica Militare Italiana può dare un grande contributo alla ricerca sul volo suborbitale e ipersonico». Così il Generale Fernando Giancotti, Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, ha aperto ieri la due-giorni di lavori del secondo simposio internazionale “Hypersonic Flight : from 100.000 to 400.000 ft” presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. L’incontro è organizzato dal Centro Studi Militari Aeronautici (CESMA) con il patrocinio dello Stato Maggiore della Difesa e dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo (ENAV), dell’Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) e dell’dell'Agenzia Spaziale Italiana e con il supporto dell’Aeronautica Militare Italiana, di MBDA e di Thales Alenia Space. Media-partners Airpress e AOS.

«L’Italia è stato il terzo Paese al mondo dopo Stati Uniti e Unione Sovietica ad inviare un satellite in orbita», ha continuato il Generale, che ha ricordato come il lancio del San Marco 1 nel 1964 sia stato figlio di una grande collaborazione tra Università, enti di ricerca e Forze Armate. Per questo, «solo grazie all’azione di networking e un approccio multidisciplinare, il nostro Paese sarà in grado di fare dei grandi passi avanti nel volo ipersonico e sub-orbitale».

Non a caso lo scopo del simposio è «favorire un confronto tra tutte le parti interessate nella ricerca di possibili sinergie e forme innovative di cooperazione a tutti i livelli e nei molteplici settori che concorrono alla realizzazione di sistemi di trasporto ipersonico». Negli ultimi anni il volo suborbitale è al centro delle idee di molti imprenditori, così come l’ipotesi di creare velivoli commerciali in grado di viaggiare a velocità ipersonica, cioè oltre 5 volte la velocità del suono (Mach 5 corrisponde a circa 6500 km/h).

Negli Stati Uniti aziende private come Blue Origin e Virgin Galactic si apprestano a vendere i biglietti per i loro turisti spaziali, che proveranno l’ebbrezza di un volo in assenza di gravità poco oltre i cento chilometri di quota. Per i voli di linea molto oltre la velocità del suono bisognerà probabilmente aspettare almeno un decennio : ma è chiaro che la strada è tracciata. Proprio ieri, inoltre l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e la sua controparte americana FAA (Federal Aviation Administration) hanno siglato un accordo per l’uso commerciale dello Spazio che può aprire grandi possibilità di business per le aziende italiane. In questo quadro nuovo e mutevole, l’Italia e l’Europa possono recitare un ruolo di primo piano. Nel febbraio del 2015 la navetta IXV – Intermediate eXperimental Vehicle, promossa dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e sviluppata in Italia da Thales Alenia Space in collaborazione con il CIRA di Capua, ha effettuato un volo suborbitale dopo esser stata portata a oltre 400 chilometri di quota da un vettore VEGA (sviluppato dall'italiana ELV - European Launch Vehicles -, una società partecipata al 70% dall'Avio e al 30% dall'ASI). Durante il suo volo, la IXV ha testato con successo la sua capacità di rientro in atmosfera e ha dimostrato così la validità e la bontà del progetto.

Proprio il futuro dell’IXV è stato uno dei punti affrontati dal Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Roberto Battiston durante il suo intervento al Simposio. «Entriamo ora in una nuova fase del progetto, da lanciare con il VEGA-C - il cui volo inaugurale è programmato per il 2019 -per permettere all’Europa di “andare” nello spazio ma anche “di tornare”», ha detto Battiston alla platea. In particolare, il numero uno dell’ASI ha illustrato i dettagli dell’evoluzione dell’IXV, il progetto PRIDE, che effettuerà il primo volo nel 2020. In sostanza si tratta di una navetta riutilizzabile (tra le 4 e le 6 volte) per portare in orbita fino a 300 chilogrammi di carico. Una volta rilasciato il payload, il PRIDE potrà atterrare su una pista come un aeroplano e poi, dopo i controlli, essere utilizzata di nuovo. Al progetto partecipano 9 paesi europei e 25 partner industriali. Per quanto riguarda il mercato di riferimento, il numero uno dell’ASI ha spiegato che il PRIDE sarà adatto per «missioni scientifiche, il trasporto di piccoli satelliti per l’osservazione delle Terra e anche per voli verso la Stazione Spaziale Internazionale». Nel corso del suo intervento Battiston ha parlato anche del nuovo motore ad ossigeno liquido e metano che equipaggerà l’upper-stage delle successive versioni del vettore VEGA. Il motore da dieci tonnellate MIRA è attualmente a metà del suo percorso di sviluppo e, una volta installato sullo stadio superiore del razzo, permetterà di svolgere un ampio spettro di missioni orbitali grazie alla capacità di compire multiple accensioni. Tra i vari interventi della giornata, anche quello del Generale Roberto Vittori, addetto diplomatico per il settore Spazio presso l’Ambasciata Italiana a Washington. L’astronauta ha illustrato la velocità con cui sia il Governo che le Industrie statunitensi si stanno muovendo nel settore dei voli suborbitali e ipersonici.

30 GIUGNO / 1 LUGLIO 2016

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