50 anni di Spazio Italiano

pubblicato in: eventi anno 2014 | 0
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CASA DELL'AVIATORE
VIALE DELL'UNIVERSITA', 20 - 00185 - ROMA (RM)
CESMA
16 DICEMBRE 2014
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Nel 1961 il Prof. Edoardo Amaldi suggerì al Prof. Luigi Broglio l’idea di un programma nazionale spaziale che fu approvato l’anno successivo. Solo 3 anni dopo il primo lancio di prova; il 15 Novembre del 1964 fu lanciato il San Marco-1, e in meno di 6 anni l’Italia lanciava dalla sua base di Malindi. Esattamente 50 anni dopo lo straordinario ‘lift-off’ del San Marco-1, quella stagione della nostra storia spaziale è stata ricordata con un grande evento celebrativo organizzato alla sede ASI di Roma insieme al Centro Studi Militari Aeronautici “Giulio Douhet” (CESMA), all’Aeronautica Militare e con il supporto dell’Università “La Sapienza” di Roma e dell’ESA e con la sponsorizzazione di OHB-CGS, SITAEL e Thales Alenia Space Italia. All’evento hanno partecipato e preso la parola i principali stakeholder del settore : le istituzioni, il mondo dell’industria e la comunità scientifica, nonché alcuni “veterani” che nel 1964 hanno preso parte alle operazioni di lancio del San Marco.

“Questa è l’Italia da cui vengono le nostre radici” ha dichiarato nel suo intervento di apertura Roberto Battiston, presidente dell’ASI. “Ci si lamenta spesso – ha detto Battiston – della perdita di ruoli internazionali, ruoli di gestione, per l’Italia. Ebbene lo Spazio è uno straordinario controesempio di un settore fortemente ancorato nel nostro Paese, che, grazie anche all’attenzione del governo, è fortemente competitivo a livello internazionale”. Il bilancio di questi 50 anni è eccellente, con il VEGA, con la partecipazione formidabile alla ISS, con anche presenza di astronauti, e, da ultimo, con la partecipazione al progetto EXO-MARS.

E il Gen Pasquale Preziosa, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, ha aggiunto ”competenza e passione sono i due pilastri del nostro essere” – “Lo Spazio è sicurezza” ha continuato, e l’AM, per sua natura è protesa a continuare e la ricerca nel settore e lo sviluppo di nuove tecnologie, nate per applicazioni militari, ma sempre più applicabili alla nostra vita di tutti i giorni. “Lanciare un satellite nel ’64 era tutto fuorché facile”, ha proseguito “Eppure ci siamo riusciti. Donne, uomini, idee e capacità sono la ricchezza di questo Paese”. Giuseppe Morsillo, dell’ESA, ha confermato che “l’Italia è stata seconda solo a Unione Sovietica e USA nel lancio di un satellite” ed è uno dei principali contributori e motore di rafforzamento dell’European Space Agency. Morsillo ha finito ricordando che il ritorno dell’investimento in ESA, che pure ha un surplus del 3% per circa 60 milioni, è soprattutto nella “straordinaria possibilità di crescita”. Mauro Moretti, AD di Finmeccanica, ha ricordato il percorso dell’azienda, dalle primissime attività sicuramente all’avanguardia, alla situazione attuale. Moretti ha sottolineato come lo Spazio abbia un ruolo centrale nel Piano Industriale di Finmeccanica, che sarà completato a fine anno e portato al Consiglio di Amministrazione nella seconda metà di gennaio. “Non voglio tacere il fatto che il gruppo Finmeccanica ha negli ultimi anni fatto passi indietro nel settore” ha detto, aggiungendo che però “ora lo Spazio è centrale ed è rientrato nel piano industriale … e ora tocca a Finmeccanica farsi avanti”.

Ha terminato gli interventi istituzionali Giovanni Sciandra, presidente dell’Associazione Arma Aeronautica, ha, tra l’altro, ricordato e apprezzato l’ampia partecipazione di giovani e studenti all’evento a cui ha augurato “che abbiano un futuro radioso tra le stelle ed oltre.” Il Prof Ugo Ponzi, “il San Marco è stata una impresa insolita nata anzitempo”, il Maurizio Di Ruscio e il Gen Basilio Di Martino hanno ampiamente descritto il satellite SanMarco-1 e il suo lancio dalla base di Wallops Island. In particolare De Martino ha raccontato come si sia sviluppata in italia competenza aerospaziale dell’AM. Partendo dall’esperienza e dall’entusiasmo che permisero i primi lanci italiani, Il Prof Filippo Graziani e il prof Marcello Onofri hanno descritto l’eredità del SanMarco-1 tracciando le attività della Scuola di Ingegneria Aerospaziale, le competenze ottenute con lo sviluppo dei piccoli satelliti, per i quali è stata auspicato “che l’Italia possa lavorare per il monopolio del lancio dei piccoli satelliti” dalla base equatoriale italiana e di come, affiancato alla Scuola, sia nata la Laurea in Ingegneria Aerospaziale, frequentata oggi da più di 1400 studenti, e si può guardare con più fiducia al futuro della filiera nazionale industria-ricerca.