Ebola : ruolo dell’aeronautica nel trasferimento dei malati

pubblicato in: news anno 2015 | 0
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CESMA
28 MARZO 2015

Una fetta significativa del successo della ricerca e della medicina italiana nella cura del medico catanese volontario di Emergency colpito dal virus ebola e’ rappresentata dal ruolo dell’Aeronautica militare. Un adeguato e supersicuro trasporto aereo con assetto di biocontenimento ha garantito a Fabrizio Pulvirenti di arrivare in Italia e quindi essere curato presso lo ‘Spallanzani’ di Roma.

Ed e’ un’eccellenza poco nota quella del trasporto sanitario aereo di pazienti altamente infettivi. Eppure e’ una capacita’ che molti aspetti e’ unica nel panorama internazionale. Il trasporto di pazienti infettivi, se effettuato con procedure comuni, espone certamente al rischio di diffusione del contagio. In tali evenienze il trasporto diventa fattibile solo previo utilizzo di particolari sistemi d’isolamento aviotrasportabili e l’impiego di personale altamente qualificato ed addestrato, che garantisca un elevati standard di sicurezza. Come e’ stato in questa vicenda di ebola.

La necessita’ di dotarsi di un sistema sicuro di evacuazione aeromedica che garantisca la massima sicurezza del paziente, dei membri dell’equipaggio e del personale sanitario di assistenza, deriva da potenziali fonti di rischio : l’aumento dei viaggiatori su tratte internazionali, con la possibilita’ di rapidi spostamenti tra i vari continenti; la potenziale esposizione a malattie contagiose endemiche in determinate aree geografiche; la presenza di malattie infettive altamente trasmissibili (basta vedere l’esperienza globale dell’outbreak della SARS); l’eventuale necessita’ di impiego di contingenti militari in ogni area del mondo.

E l’Aeronautica militare italiana ha sviluppato la capacita’ di evacuazione aeromedica sin dal 2005 attraverso l’acquisizione di sistemi detti ATI – Aircraft Transit Isolators (di brevetto britannico), all’epoca in uso solo nell’esercito statunitense – US Army – e nella Royal Air Force inglese (RAF). Dal punto di vista delle caratteristiche, la capacita’ di trasporto aereo in biocontenimento si articola su componenti quali gli ‘isolatori’, del tipo (ATI o N36 ). Entrambi gli isolatori sono certificati per il trasporto sui velivoli militari C-130J, C-27 e Boeing KC-767.

Inoltre, gli isolatori N36 sono certificati anche per l’utilizzo sugli elicotteri militari AB-212 e AW-139. Gli assetti di cui l’Aeronautica militare dispone sono 2 barelle ATI, specifiche per trasporti a lungo raggio; 5 barelle N36, idonee a trasporti in biocontenimento per brevi tratte di volo; 2 barelle Stretcher Transit Isolators (STI), da utilizzare dopo l’arrivo in aeroporto, per il passaggio del paziente sul veicolo che lo condurra’ in ospedale; unita’ di isolamento (sono 2 stanze ISOARK), ovvero una camera a pressione negativa per il ricovero prolungato di pazienti infettivi o sospetti e per la loro temporanea gestione a terra; una stazione per la decontaminazione da agenti biologici, che consente la bonifica di oltre 100 persone l’ora; dispositivi di protezione individuale per gli operatori, in accordo al rischio biologico presente.

Inoltre, gli isolatori N36 sono certificati anche per l’utilizzo sugli elicotteri militari AB-212 e AW-139. Gli assetti di cui l’Aeronautica militare dispone sono 2 barelle ATI, specifiche per trasporti a lungo raggio; 5 barelle N36, idonee a trasporti in biocontenimento per brevi tratte di volo; 2 barelle Stretcher Transit Isolators (STI), da utilizzare dopo l’arrivo in aeroporto, per il passaggio del paziente sul veicolo che lo condurra’ in ospedale; unita’ di isolamento (sono 2 stanze ISOARK), ovvero una camera a pressione negativa per il ricovero prolungato di pazienti infettivi o sospetti e per la loro temporanea gestione a terra; una stazione per la decontaminazione da agenti biologici, che consente la bonifica di oltre 100 persone l’ora; dispositivi di protezione individuale per gli operatori, in accordo al rischio biologico presente.