Il volo di notte : la musica, la letteratura, la storia e l’arte del volo

pubblicato in: news anno 2018 | 0
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Lo scorso 8 giugno, nel quadro delle Celebrazioni dell’80° anniversario della costituzione dell’ISMA (exSGA) presso la stupenda aula Magna dell’istituto, alla presenza di un folto pubblico e con la partecipazione di Allievi della Scuola Militare Douhet e di altri istituti superiori della città di Firenze, si è svolto il Convegno di Studi “Il Volo di Notte : la musica, la letteratura, la storia e l’arte del volo”.

Al convegno hanno partecipato il prof. Mario Ruffini, musicologo e direttore d’orchestra, la dott.ssa Isabelle Mallez Console di Francia, il gen. SA Piero Valente, già com.te dell’ISMA, il ten. col. Walter Villadei, cosmonauta ed in veste di moderatore il col. Carlo Enrico Paciaroni, consigliere nazionale dell’A.A:A. il gen. Stefano Fort, com.te dell’ISMA ha porto il suo saluto e ha presentato il Maestro Baronti, della compagnia teatrale “Le Seggiole” il quale, ricordando che quest’anno cade il 100° anniversario della morte, ha letto due lettere di Francesco Baracca alla mamma dove l’eroe descrive le sensazioni di due voli notturni che all’epoca (1915/1917) erano veramente pienorestici.

Il col. Paciaroni ha quindi introdotto il convegno nato, ha detto, dall’dea di coniugare l’evento dell’80° anniversario della presenza dell’A.M. a Firenze con le celebrazioni di Luigi Dallapiccola, il grande musicista istriano fiorentino, che ha composto, insieme ad altre opere liriche famose, “il volo di notte” ispirandosi al libro del 1931 dello scrittore ed aviatore Antoine de Saint Exupery, che tutti ricordano come l’autore del “Piccolo Principe”.

Il primo relatore, è stato il prof. Mario Ruffini, il quale ha ricordato la trama dell’opera di Dallapiccola, dove Riviere, il direttore di una compagnia aerea che fa voli postali, attende con ansia il ritorno di un pilota Fabien che è incappato in una tempesta. L’aereo non ritorna e nell’atto operistico di avverte tutto il dolore della moglie di Fabien, che dalla sala operativa della compagnia assiste in diretta della fine del marito attraverso le comunicazioni del radiotelegrafista. Ma Riviere non desiste e fa partire nella stessa notte un altro velivolo per l’Europa. L’aeroplano, simbolo allora della velocità e del progresso, diventa il protagonista del dramma in cui però Saint Euxpery sottolinea l’umanesimo dell’azione.

Al termine dell’intervento Paciaroni aggiunge alcune interessanti notizie sulla nascita del volo postale e della compagnia francese “Latecoere Aeropostale”, la prima compagnia al mondo a svolgere, già dagli anni venti, un servizio di posta aerea dall’Europa all’America Meridionale ed all’interno del Sud America con la trasvolata delle Ande. Ricorda anche che è stata l’Italia a stampare, in occasione del volo postale da Torino a Roma di De Bernardi nel 1917 con un aereo Pomilio PC-1, il primo francobollo aereo della storia.

Il secondo relatore è stata la console di Francia Isabelle Mallez, direttrice dell’istituto francese di Firenze, che ha trattato la figura di Saint Exupery sia come aviatore - morirà in volo nel 1944 abbattuto da un aereo tedesco nel Mediterraneo - che scrittore e autore del libro “il volo di notte”, nel quale l’autore ha spogliato la figura dell’eroico pilota di ogni orpello letterario evidenziando l’azione che prevale sull’uomo quale fosse una metafora dell’assoluto, un’anticipazione della morte.

Il quarto relatore è stato il gen. Piero Valente che ha fatto vivere all’auditorium le emozioni di un pilota da caccia durante uno dei tanti voli notturni di addestramento. Valente ha illustrato le tecniche, i disorientamenti, le sensazioni stupende che si provano a velocità supersonica in una notte stellata, gli avvistamenti di UFO, ma anche i timori, le ansie e le prove dolorose di colleghi ed amici con i quali si decolla e che purtroppo non ritornano. Sensazioni ed esperienze indimenticabili frutto comunque, ha detto Valente, della volontà dell’uomo di voler spingersi sempre più oltre.

Infine è stata la volta del cosmonauta Walter Villadei, uno degli otto astronauti italiani in servizio ed il più giovane dei cinque astronauti dell’Aeronautica Militare. Villadei ha raccontato ai giovani allievi, particolarmente attenti, come l’Aeronautica Militare oggi produca non solo piloti ma anche astronauti. Ha spiegato come si seleziona il personale per lo spazio, quale sia la preparazione tecnica specifica che dura molti anni nei centri russi e/o americani. Ha descritto come il volo di notte nello spazio offre altre sensazioni rispetto al volo atmosferico perchè le albe ed i tramonti ai alternano ogni 45’ e la visione che si ha della Terra dalla stazione spaziale per il 40% è frutto della tecnologia e dell’industria italiana, in particolare la “cupola”, unico punto della stazione dotato di oblò e da cui si può osservare lo spazio, la quale è uno straordinario prodotto interamente italiano. Ha concluso con un accenno ai futuri programmi spaziali che prevedono come obiettivo il raggiungimento del pianeta Marte. Villadei ha poi risposto alle domande che alcuni allievi hanno voluto rivolgergli.

Con Villadei si è cgiusa una giornata di studio molto interessante dove, come ha concluso il col. Paciaroni, la cultura umanistica (musica e letteratura) si è perfettamente intrecciata e completata con la cultura tecnologica del volo notturno e spaziale, perchè la cultura vera non ha compartimenti o separazioni ed ha la comune origine nella voglia dell’uomo di scoprire e sapere attraverso le sue doti straordinarie quali il pensiero e l’intelligenza.

Al termine del convegno sono state consegnate a cura del gen. BA Maurizio Fardellotti, la borse di studio a quattro studenti di altrettanti istituti superiori di Firenze, vincitori del concorso letterario “Firenze ed il volo e l’Aeronautica Militare” di cui Fardellotti è stato il presidente della commissione giudicatrice. Una bella ed intensa giornata aviatoria che ha visto come sempre la stretta collaborazione dell’Aeronautica Militare e dell’Associazione Arma Aeronautica.

Carlo Enrico Paciaroni