La guerra fredda e il pensiero di A.P. De Seversky

pubblicato in: eventi anno 2014 | 0
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CASA DELL'AVIATORE
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CESMA
9 GIUGNO 2014
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Alexander Nikolaievich Prokofiev de Seversky 7 giugno 1894 – 24 agosto 1974), pioniere russo-americano dell’aviazione e inventore, aveva intuito giusto nel ritenere che la tecnologia e lo sviluppo di mezzi da combattimento sempre più evoluti avrebbero portato gli Stati Uniti ad essere superiori a qualsiasi altra forza militare. Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta nuove teorie geopolitiche del potere aereo presero forma grazie allo sviluppo dell’arma aerea e missilistica, sottovalutato in precedenza da Mackinder, che non intuì i possibili sviluppi tecnologici futuri.

Il progresso in campo aereonautico e missilistico, con l’invenzione della bomba nucleare, portava a rivalutare l’importanza geostrategica della posizione di un determinato Stato all’interno dello scacchiere mondiale. Il pilota russo Alexander P. de Seversky (1894-1947) capì il ruolo che avrebbe assunto l’aviazione in campo strategico.

Alla fine della prima guerra mondiale si recò negli Stati Uniti dove poi rimase e lavorò come consulente industriale e pilota collaudatore. Esperto di tattica e strategia di combattimento aereo, nelle sue teorie, esposte nel saggio Victory through Air Power (1942), divideva il mondo in due grandi cerchi aventi come centro i cuori industriali degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica e come raggi d’azione quelli dei bombardieri strategici di allora. Gli Stati Uniti e l’URSS, i cui potenziali si eguagliavano, dominavano rispettivamente l’emisfero occidentale e quello euro-asiatico. Le basi aeree americane sarebbero dovute rimanere in patria in quanto, un dispiegamento all’estero, ad eccezione della Gran Bretagna, ritenuto unico avamposto difendibile, avrebbe comportato ingenti spese. Le tesi di de Seversky vennero criticate per il loro isolazionismo aereo che non teneva conto dei possibili giochi di alleanze che Mosca e Washington avrebbero potuto attuare in Europa e nel resto del mondo. Se la politica statunitense avesse seguito queste teorie, probabilmente si sarebbe giocata l’alleanza dei paesi europei timorosi di rimanere indifesi dalla vicinanza sovietica. La realtà politica e storica dei singoli paesi venne trascurata per dare ampio spazio all’importanza degli armamenti di nuova concezione, come i bombardieri e i missili.